Huawei potrebbe dire addio ad Android, la fine di un viaggio?

Il mercato della telefonia è vasto e varia molto, giorno dopo giorno. Per chi è nato prima del 2000, questa serie di cambiamenti non sono una novità. Infatti, nel corso degli anni abbiamo visto la nascita dei primi telefonini dalle dimensioni ridotte (come NOKIA 3310), la loro mutazione verso uno stile più avanzato e l’arrivo dei primordiali smartphone (come il Samsung Galaxy e il primo iPhone).

Il cambiamento, quindi, è nella genesi di quest’industria e può essere dettato da diversi fattori, fra cui anche gli interessi economici. È proprio questo elemento che, nella giornata di oggi, ci porta ad annunciare una triste perdita per il mercato della telefonia, seppur non ancora confermata in tutto e per tutto. A causa dei diversi conflitti fra il presidente Donald Trump e la Cina e lo stesso con la società cinese Huawei, quest’ultima sembrerebbe essere finita nella lista nera degli Stati Uniti D’America per il commercio. La presenza della multinazionale cinese in quella lista ha comportato inevitabile una perdita di fiducia e di interesse da parte di alcune società statunitensi a collaborare con lei.

Secondo quanto comunicato dall’agenzia di stampa britannica Reuters e, successivamente, confermato in modo parziale dai diretti interessati, Google sembrerebbe aver deciso di terminare la collaborazione con Huawei per quanto riguarda il settore della telefonia. Questa scelta porterà la casa cinese a non poter utilizzare i servizi Google (Google Play Services, Google Maps etc) sui propri device rendendoli così “inutili” nel mercato occidentale.

La perdita dei servizi Google, in realtà, è un qualcosa più grande di ciò che si può pensare. Se sotto il profilo del sistema sistema operativo, la terminazione di questa collaborazione porterà “solo” una perdita delle patch di sicurezza e di alcuni major update, il problema più grande lo si ha sotto il profilo delle applicazioni. Infatti, i Google Play Services non si limitano a far funzionare solo le applicazione sviluppate da Google, ma anche tante applicazioni terze quali Just Eat, WhatsApp e altri servizi.

Ma la domanda principale è: quali smartphone Huawei verranno toccati da queste limitazioni? La risposta ci giunge direttamente dal profilo Twitter di Android annunciando che tutti gli smartphone del produttore cinese in commercio o già presentati potranno continuare a godere del Google Play Store. Quindi, dopo quest’ultima ondata di smartphone (Huawei P30 e Huawei P30 Pro), la casa potrebbe prendersi un periodo di pausa per rendersi conto di come andare avanti.

C’è, comunque, da fare un’importante precisazione: Android è open source. Nonostante Google abbia deciso di castrare il sistema operativo per gli smartphone Huawei, la casa cinese potrà comunque continuare a sviluppatore una propria versione di Android priva dei servizi Google, proprio come quella presente in Cina o come quella sviluppata da Amazon per i suoi tablet Fire.

In conclusione, il futuro di Huawei in questo momento è più incerto che mai. I servizi Google continueranno a essere presenti su tutti gli smartphone della casa già in commercio, ma non potranno essere creati nuovi dispositivi con a bordo questi applicativi. L’azienda dovrà, quindi, decidere se optare per la creazione di un proprio ecosistema basato sulla versione open source di Android andando a fronteggiare il gigante di Mountain View oppure se abbandonare completamente il mercato della telefonia.